Comunicazione e Disseminazione

  • A. De Masi

La lotta tra Stato e anti-Stato riguarda tutti noi ed il futuro dei nostri figli.

La lettura quotidiana dei media ci pone davanti ad una realtà che probabilmente tutti noi abbiamo “normalizzato” assuefacendoci. Oggi certamente diventa di grande attualità quanto scritto da Corrado Alvaro: “La disperazione più grande che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere rettamente sia inutile.”

I fatti che vediamo nella sua gravità sembrano trame di film o testi di libri gialli, ma sono veri ed attuali, come se stessimo assistendo a delle bibliche battaglie tra bene e male.

Dove da un lato vi è una squadra che rappresenta “l’antistato” il male il demonio (così come chiaramente definito da Papa Francesco) che con le sue azioni ammazza fisicamente le persone e commette crimini impressionanti che portano alla morte della speranza. Il male il demonio così come fatto con “Gesù Cristo” ci porta in cima ad un monte e dice “prostratevi a me e tutto questo sarà vostro.” Il materialismo, la ricchezza ad ogni costo (l’idolatria) che sono il movente delle nostre azioni ci portano a commettere ogni forma di male, costringendoci a mettere da parte ed eliminare i freni etici e morali che sono la base di una civiltà. Siamo oggi diventati barbari che inseguiamo ad ogni costo la ricchezza il materialismo senza più limiti inibitori. Oggi ognuno commette violazioni più o meno gravi costruendosi poi una propria giustificazione per pulirsi la coscienza, una forma di giustizia e di etica “con lo sterzo, ad personam”, non esiste più il “prossimo” il fratello o la persona bisognosa esiste invece il nemico l’avversario. Abbiamo e stiamo coltivando intensamente l’odio facendo rinsecchire la pianta dell’Amore. Questa squadra certamente potente ed arrogante piena di lusso e di potere che ruota intono al male ed al maligno si chiama con diversi nomi “ndrangheta, mafia etc” e che raccoglie proprio per i messaggi che trasmette molti consensi.

Dall’altra parte c’è la squadra dello Stato delle istituzioni che ha il compito di arginare l’avanzata del demone e far prevalere la giustizia degli uomini, composta da servitori dello Stato che in tantissimi casi hanno con la propria vita dato tutto al servizio del bene. Una squadra, quello dello Stato, del bene, che lotta e combatte con regole e valori propri di una società civile che ha al centro lo scopo di garantire a tutti il “prossimo” un concetto apparentemente astratto ma che in sostanza è la base della nostra vita, dare a noi ed alle future generazioni un futuro di valori di amore e di fratellanza con regole e leggi e rispettando valori assoluti.

In questa competizione la squadra dello Stato, del bene, combatte dure lotte e scontri, mettendo a repentaglio la vita e sacrificando tutto. I tempi di reazione e di azione della squadra Stato, proprio per il rispetto delle regole, sono tempi lunghi e figli di “garanzie e tecnicismi” che a volte rendono impuniti i giocatori del male.

In questo scenario che sembra letterario ma che invece è quotidianità, vi sono alcuni altri soggetti che pensano di essere comparse secondarie ma che invece sono attori e protagonisti principali.

La cosìddetta società civile che assiste a questa “battaglia” tra bene e male e non ha il coraggio di schierarsi con azioni conseguenti e forti al fianco della squadra del bene. Assistiamo, non so se condizionati da paure o terrore verso il demonio (il male, i criminali) o da quella che in clinica medica viene chiamata la “sindrome di Stoccolma” ad una forma di “collusione” tra la società civile ed i poteri del maligno. La società civile che pensa di essere un semplice tifoso e quindi “terzo” spesse volte si schiera con chi vince. Abbiamo assistito in aree del paese casi in cui la “squadra Stato, la squadra del bene” è stata contrastata, durante degli arresti, dalla società civile che si è schierata a tutela della squadra dell’antistato del male del demonio, od anche a filmografia che ha esaltato i criminali, il demonio, creando apparenti miti.

E’ sfuggito e sta sfuggendo a tutti che la lotta tra bene o male è una lotta che condiziona e determina il presente ed il futuro dei nostri figli e della nostra civiltà e certamente non vi è spazio per titubanze ed ambiguità.

Un altro attore principale di questa “sceneggiatura” che ogni giorno ci viene “sbattuta addosso” dalle cronache è la politica, che dovrebbe avere il ruolo e la nobile funzione di governare e gestire il bene pubblico, l’interesse presente e futuro della collettività. Una squadra quella della politica che dovrebbe rappresentare l’eccellenza della società civile nei suoi vari aspetti, culturali sociali economici. La politica in un mondo “immaginario” dovrebbe essere l’apice di una civiltà una forma massima di serietà ed autorevolezza. L’arte della politica esercitata attraverso gli strumenti dei partiti che associano le ideologie di ognuno di noi.

Ma in questo contesto in cui siamo in una forma di guerra di battaglia quotidiana tra Stato ed Antistato, tra bene e male, tra civiltà e barbarie in cui la società civile per le ragioni che abbiamo detto non si schiera nel modo dovuto e spesse volte patteggia, colludendosi, con il male, come può questo consentire al bene di prevalere?

Cosa ancora più grave è se ogni giorno leggiamo che una larga parte della politica e dei partiti hanno deciso di vendersi al male, di mettersi la casacca della squadra del male dell’antistato del demonio, come è possibile avere speranze di vincere e sconfiggere il male?

Come è possibile che la politica con l’eccellenza dei suoi scopi ha, con una larga parte dei suoi eletti, giurato fedeltà al demonio all’antistato al male e non certo allo Stato ed ai cittadini diventando di fatto giocatore di controparte, possa continuare ad essere ascoltata essere autorevole ed essere interlocutore?

Insomma, vogliamo avere il coraggio di dirci in modo chiaro e senza nasconderci dietro il dito, che oggi, così come drammaticamente ci dimostrano le cronache, che in alcune aree del paese la politica (o una larga parte di essa) è diventata parte integrante della squadra dell’antistato del male del demonio?

Abbiamo tutti noi il coraggio una volta per tutte di prenderne atto e di agire di conseguenza, chiedendo a noi stessi di mettere da parte l’ipocrisia di far finta di non vedere e di essere conseguenti con scelte degne di tutti noi, se vogliamo davvero un mondo migliore e cambiare le cose, in cui il bene prevalga ed il maligno venga sconfitto o marginalizzato.

Oggi la politica ed i partiti per come stiamo leggendo hanno perso credibilità ed autorevolezza. La società civile deve obbligatoriamente svegliarsi dall’apatia e la deve smettere di essere omertosa ed a volte collusa, deve esercitare il suo diritto dovere di chiedere e pretendere dalla politica e dai partiti un cambiamento sostanziale. I vertici dei partiti hanno l’obbligo di dare risposte certe, autorevoli ed immediate perché c’è in gioco la democrazia e la libertà di ognuno di noi. Il silenzio ed il non agire rende tutti colpevoli di omertà e forse altro.

Il nostro domani dipende solo da noi dalla nostra capacità di discernere e dalle azioni conseguenti, abbiamo scenari chiari che quotidianamente ci “vengono sbattuti in faccia dalla magistratura” abbiamo realtà drammatiche dove i nostri figli sono costretti a fuggire altrove in cerca di un futuro e noi con i nostri comportamenti ne siamo anche responsabili. Quali altri segnali dobbiamo vedere da parte del male, del demonio, (la criminalità e le cosche), altri morti ammazzati, altra distruzione e povertà? Siamo assuefatti ad una normalità che ci vede “schiavi e succubi” di un male che ci sta rubando la speranza e non c’è ne rendiamo conto. Quali altri segni dobbiamo avere per reagire e cambiare?

Antonino De Masi

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